Torna al successo il Napoli e resta incollata ad un solo punto dalla capolista Inter. Il punteggio finale può trarre in inganno facendo immaginare una partita equilibrata, ma se la Fiorentina se l’è cavata con una sconfitta di misura deve dire solo grazie al suo gran portiere, lo spagnolo De Gea (in carriera un titolo nazionale inglese e due Europa League n.d.r.), che ha parato l’impossibile sui tentativi a colpo sicuro degli azzurri. E’ vero che Raspadori al 10’ e Simeone al 92’ avrebbero potuto tirare meglio, ma è altrettanto vero che l’estremo difensore viola in almeno altre tre occasioni ha sfoderato tutta la sua bravura impedendo a Di Lorenzo e compagni di dilagare. Un Napoli tonico, aggressivo, che ha corso per tutti i 90’ come un ossesso ha messo subito sotto i viola, che avranno pure le loro difficoltà tra infortuni, squalifiche e stanchezza per l’impegno europeo, ma che resta una squadra di carattere capace di giocarsela con chiunque in qualsiasi momento della partita. Il Napoli ha affrontato il match con il piglio giusto, molto probabilmente spinta dalla carica del suo allenatore, mettendo subito in difficoltà la squadra di Palladino. Chiusa ermeticamente la difesa con Buongiorno, a chiudere tutti gli spazi, e Rrahmani, con Di Lorenzo a presidiare la fascia destra e Spinazzola dalla parte opposta a dare peso anche alla fase offensiva, ha preso in mano il dominio del centrocampo grazie alla sapienza tattica, alla classe e alla determinazione di Lobotka, Gilmour e il solito McTominay. In particolar modo c’è da sottolineare come lo slovacco si sia giovato molto della presenza al suo fianco dello scozzese. Lo avevamo già notato contro l’Inter e nel caldo pomeriggio di oggi se n’è avuta una conferma. Lobotka, supportato dallo spessore tecnico di Gilmour, è tornato a salire in cattedra e a costruire la manovra d’attacco azzurra con maggiore continuità e pericolosità. Lo scozzese, molto giovane (ha solo 23 anni n.d.r.), aveva bisogno di tempo per fare vedere le sue caratteristiche e ora le sta mettendo in mostra. Adesso però non cominciamo con quello stupido giochino di arrovellarsi il cervello su Anguissa se riuscirà a trovare posto in squadra quando avrà smaltito l’infortunio perché sicuramente Conte saprà come agire. Tornando alla partita, con un centrocampo tonico, tambureggiante, incorniciato da deliziosi quanto efficaci tocchi che hanno mandato in visibilio il pubblico, l’attacco se n’è giovato. Lukaku ha fatto soffrire il suo marcatore sia nell’uno contro uno sia fornendo precisi assist ai suoi compagni ed in particolare a Raspadori. L’attaccante belga ha anche avuto il merito di sbloccare la partita fiondandosi come un falco sulla respinta del portiere viola sul forte tiro di McTominay al 25’. Qui conviene aprire una parentesi sull’attaccante bolognese. Tra le numerose qualità di quest’allenatore bisogna aggiungere quella di aver finalmente dato a questo giocatore la giusta valorizzazione. In questi anni ci hanno provato in tanti a cominciare da Spalletti, sia a Napoli che in Nazionale, per finire a Calzona facendoli dannare ma nessuno è riuscito a trovare il bandolo della matassa, ebbene Antonio Conte è riuscito nell’impresa. Rapadori oggi ha trovato la strada sbarrata dal grande De Gea già al 10’, quando dopo un ubriacante azione sulla fascia è stato servito alla perfezione in piena area di rigore ma il tiro (forse in quest’occasione è stato anche un po' troppo precipitoso n.d.r.) è stato deviato da un prodigioso intervento dell’estremo difensore viola. Il suo duello con il portiere viola è proseguito al 30’, quando servito da Spinazzola ha tirato in diagonale ma il portiere viola ha respinto con la punta del piede, e al 57’ quando su un'altra ottima azione ancora una volta l’attaccante azzurro si è vista negare la gioia da un altro prodigio di De Gea. Ormai era diventata una questione di principio e al 60’ Gilmour da centrocampo ha messo in azione Lukaku che ha subito girato in piena area viola un perfetto assist per Raspadori e stavolta per il portierone non c’è stato nulla da fare. Era la rete che dava la tranquillità al Napoli. Ma, come abbiamo detto sopra la Fiorentina è dotata di carattere, non si dà mai per vinta e lo si è visto nella partita europea. E’ bastata una piccola disattenzione, in particolare di Lobotka non abbastanza lesto nel contrastare Gudmundsson nel suo tentativo da fuori area, per ridare fiato alle speranze degli ospiti. Finale con il cuore in gola ma, nonostante i crampi di Gilmour, rimasto stoicamente in campo fino al 95’ e l’uscita dal campo zoppicante di McTominay (speriamo che non debba fermarsi per molto tempo n.d.r.) il triplice fischio finale premiava il Napoli di questi preziosi tre punti che gli consentono di continuare a pressare l’Inter in classifica. Infine da sottolineare il bellissimo gesto del presidente De Laurentis che ha voluto donare una targa alla famiglia, presente al Maradona, dello sfortunato Astori.