Un altro pareggio dopo la sconfitta subita domenica scorsa a Como, ma è un risultato che va molto stretto al Napoli. Contro l’Inter nella sfida che tutti avevano etichettato come la partita scudetto, con i neroazzurri che si erano piazzati al comando della classifica dopo il passo falso di una settimana fa, Di Lorenzo e compagni hanno raccolto solo un punto raccogliendo molto meno di quanto avrebbero meritato. Il Napoli ha disputato un match senza remore con efficacia, grinta e determinazione. Antonio Conte ancora privo di Neres, con Olivera recuperato ma non al meglio della condizione tanto da sedersi in panchina, e con Anguissa, ultimo infortunato della serie, rimasto a casa, confermava l’assetto tattico delle ultime gare con Gilmour ad agire a centrocampo al posto del camerunense. Ebbene lo scozzese, finora impiegato a sprazzi e in rare occasioni schierato fin dal primo minuto dove però non ha particolarmente brillato, ha disputato una partita eccellente sia sotto l’aspetto tattico che tecnico. Non ha l’aggressività di Anguissa ma ha dato spessore al centrocampo ridando tono anche a Lobotka che è sembrato più libero di esprimersi sui suoi livelli. Bello il lungo lancio da centrocampo per Raspadori liberandolo in area ma l’attaccante azzurro ha cincischiato sul pallone favorendo l’azione difensiva interista. Grossa occasione sprecata per rimettere la partita sul piano dell’equilibrio, già perché dieci minuti prima l’Inter era passata in vantaggio grazie ad una magia su punizione dal limite di Dimarco che spediva il pallone nell’angolino alto dalla parte opposta dove era piazzato Meret laddove nessun portiere può mai arrivarci. L’esterno neroazzurro è stato tra l’altro l’unico a creare grattacapi, con le sue progressioni sulla fascia, alla difesa azzurra che peraltro ha retto con molta efficacia e sicurezza grazie all’ottima prestazione del ritrovato Buongiorno (esemplare l’intervento su Dimarco nei minuti di recupero del primo tempo a risolvere una situazione molto pericolosa n.d.r) e di Rrahmani. Lautaro Martinez e Thuram, nonostante il gran movimento, si sono visti chiudere gli spazi grazie al muro eretto dai difensori azzurri cui hanno dato una mano in ripiegamento anche Lukaku e McTominay. L’attaccante belga, molto tonico rispetto ad una settimana fa a Como, non solo ha lottato con efficacia contro il suo diretto marcatore ma è stato più rapido e preciso negli appoggi sia in fase di costruzione che in area avversaria. Al 33’ è stato protagonista di una gran giocata agganciando al volo un lungo lancio di Gilmour in area concludendo di potenza di prima intenzione sfiorando il palo. Sulla fascia destra Politano ha dato filo da torcere alla difesa interista ma non è stato preciso nell’ultimo appoggio facendo sfumare le occasioni. In sostanza l’Inter dopo essere passata in vantaggio non è più riuscita a rendersi pericolosa soprattutto per il gioco espresso dal Napoli. Nella ripresa poi al 51’ con l’uscita contemporanea di Calhanoglu e Dimarco si è rintanata nella propria area a difendere il risultato neanche fosse una squadra che lotta per la retrocessione anzichè per lo scudetto. Un secondo tempo quindi giocato tutto nella metà campo dell’Inter con una infinità di calci d’angolo (ne sono stati battuti ben dodici dagli azzurri contro i tre dei neroazzurri n.d.r.) concessi dalla squadra di Inzaghi per liberare l’area da pericoli. E’ chiaro che in simili condizioni tutto diventa più difficile per segnare nonostante il tambureggiare degli azzurri. Eppure al 64’ McTominay costringeva Martinez ad un gran volo per deviare una sua conclusione e un minuto dopo al termine di un’azione ben congegnata in velocità Politano veniva servito in area ma il tiro veniva rimpallato all’ultimo momento. Occorreva dunque estrarre il classico coniglio dal cilindro per rimettere in sesto una partita che vedeva soccombere il Napoli immeritatamente e chi se non Lobotka poteva farlo? Detto, fatto. All’87’ il centrocampista slovacco prendeva il pallone sulla trequarti entrava in percussione frontalmente in velocità com’era solito fare ai tempi dell’era Spalletti, serviva Billing in area che non ci pensava due volte e tirava verso la porta interista. Martinez respingeva e lui con caparbietà e determinazione si avventava nuovamente sul pallone e la spediva alle sue spalle. Inter allo sbando e gli ultimi minuti diventavano un assalto al Forte Apache. Ngonge, subentrato a Politano si trovava per ben due volte nelle condizioni di far esplodere il Maradona ma le sue conclusioni non sono state efficaci. In conclusione un pareggio che lascia inalterate le prime posizioni della classifica con il Napoli ad un solo punto dalla vetta e con l’Atalanta dietro a due punti grazie al pareggio degli orobici con il Venezia. E’ ancora tutto in ballo e ci sono tante partite da giocare con la consapevolezza però che l’emergenza sta per finire. Olivera ha giocato uno spezzone di partita e Neres sta per rientrare, ma con la consapevolezza di poter contare su due giocatori come Gilmour e soprattutto Billing. La sfida continua!